Roma, 23 giu. (askanews) – Per quanto “i recenti progressi verso una soluzione del conflitto in Medioriente siano benvenuti, l’incertezza resta elevata e persistono rischi sul fatto che l’inflazione resti superiore al nostro obiettivo del 2% di medio termine per un certo periodo di tempo”. Lo ha affermato il capo economista della Bce, l’irlandese Philip Lane nelle sue dichiarazioni iniziali in occasione di una audizione al parlamento europeo.

Come fatto ieri dalla presidente Christine Lagarde, anche Lane ha difeso la decisione di alzare i tassi di interesse due settimane fa: è stata una decisione “solida”, ha detto. “La probabile persistenza dell’impatto dello shock sull’inflazione ha suggerito che una rialzo dei tassi da 25 punti base fosse appropriato”.

Anche nel quadro attuale, i rischi restano al rialzo sull’inflazione a ribasso sulla crescita economica. La crisi in Medioriente “ha aumentato l’incertezza. I rialzi dell’energia stanno generando pressioni inflazionistiche, mentre l’indebolimento della fiducia e dei redditi reali pesano sull’attività economica. Tuttavia, il mercato del lavoro resta resiliente – ha notato – i bilanci di delle famiglie sono solidi e gli investimenti pubblici dovrebbero fornire a un certo supporto per il futuro”.