Roma, 6 ott. (askanews) – Il capo economista della Bce conferma la volontà di “non vincolarsi ad alcun percorso predeterminato sui tassi”, ma nel suo lungo intervento in apertura della conferenza annuale sulla politica monetaria, Philip Lane ha di fatto escluso che si pensi anche ad eventuali aumenti dei tassi sui prossimi mesi. Le strade possibili al momento sono solo due: ulteriori riduzioni, nel caso in cui aumentassero i rischi di avere un’inflazione più bassa del livello obiettivo, oppure il mantenimento dello status quo, con il principale riferimento sul costo del denaro al 2%.
Alla Bce, ha spiegato Philip Lane, l’approccio decisionale sui tassi di interesse basato sui dati e su scelte che vengono compiute, volta per volta, dal Consiglio direttivo resta pienamente appropriato in questa fase. A determinare le future decisioni sarà in particolare l’evolversi degli equilibri dei rischi per l’inflazione, rialzisti o ribassisti.
“Un aumento delle probabilità o dell’intensità di fattori di rischio di indebolimento (dell’inflazione) rafforzerebbero le argomentazioni per un tasso più basso, per proteggere meglio la prospettiva di centrare l’obiettivo di medio termine (2% simmetrico)”. All’opposto “un aumento della probabilità o dell’intensità di fattori di rischio al rialzo – ha detto -indicherebbe che mantenere l’attuale livello dei tassi sarebbe appropriato sul breve termine”.






