La Bce alza i tassi per la prima volta dal settembre 2023 e li porta al 2,25%: una decisione presa in modo "unanime e senza riserve", quindi anche col voto della Banca d'Italia, senza nemmeno che sul tavolo ci fossero alternative tanto era chiaro il consenso dei governatori sul quadro economico tracciato dal capo economista Philip Lane. La presidente Christine Lagarde difende la decisione: la crescita regge, e anche nello scenario peggiore di un prolungarsi della guerra in Medio Oriente resterebbe intorno al mezzo punto percentuale.
Si chiude così la riunione di Francoforte di giugno, quella a cui la Bce aveva a lungo rinviato la decisione sui tassi. Stretta da un lato dalle perplessità di politica e industria, con una gragnuola di critiche in Italia: il ministro degli Esteri Antonio Tajani afferma "l'aumento dei tassi non aiuta nessuno", il titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti (fonti Mef) auspica che la Bce si fermi qui e dice che il rialzo "non risolve alla radice il problema del rincaro dei prezzi dell'energia". Adolfo Urso, titolare del Mimit, si dice preoccupato per la svolta della Bce mentre il presidente di Confindustria Emanuele Orsini afferma "più che un rialzo dei tassi mi aspettavo un ribasso". Dall'altro lato c'è la pressione di un'inflazione volata al 3,2% contro l'obiettivo del 2%, che rischia una spirale rialzista: come nel 2022-23, quando lo shock del gas russo cancellò in pochi mesi fra il 10 e il 15% dei salari reali con un'inflazione decollata in Italia fino al 12%. La Bce fronteggia un "contesto che si evolve e che cambia", afferma il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto. Il Fondo monetario internazionale - che pure ha tagliato allo 0,9% da 1,4% la stima di crescita per l'area euro - avverte: "se i prezzi dell'energia e le aspettative di inflazione dovessero aumentare oltre quanto previsto nello scenario di base, potrebbero essere appropriati rialzi dei tassi più rapidi e/o più consistenti". I mercati prezzano un altro rialzo entro fine anno. A spazzare ogni dubbio dal tavolo del Consiglio direttivo è il venir meno della tregua in Medio Oriente. Francoforte, tuttavia, non intende legarsi le mani sul futuro data la volatilità alle stelle e lo scenario di guerra imprevedibile. Lagarde, a domanda sulla 'forward guidance' con cui la Bce in passato orientava le aspettative, azzarda che la strada dei tassi "sarà quella che sarà".















