di
Anna Fregonara
Il cuore è sotto stress e si sente di più la fatica. Se lo sforzo è prolungato l’idratazione deve iniziare dal giorno prima. I consigli degli esperti per ridurre i rischi del colpo di calore
L'anticiclone africano sta producendo quella che pare essere l'ondata di caldo più lunga dal 2003. Mantenersi attivi con queste temperature può essere difficile. È noto infatti quanto sia più faticoso allenarsi nelle giornate calde e umide. Per recuperare più in fretta ci si potrebbe ispirare ai soldati americani che ai tempi di «Desert Storm» inserivano in una specie di «forno freddo», per pochi minuti, le mani per far scendere di temperatura rapidamente anche il resto del corpo. «Un trucco che agisce sui distretti a elevata dispersione termica, cioè le mani e i piedi e che non dà il tempo ai sistemi di difesa contro il freddo di attivarsi», spiega Matteo Cerri, neurofisiologo e professore all’Università di Bologna. Al lato pratico, quindi, mettere in acqua gelida le mani quando siamo accaldati dopo una corsa, per esempio, ci fa stare meglio in poco tempo. Un rimedio che va in soccorso al nostro sistema di raffreddamento che si basa sull’evaporazione del sudore. «La quantità di vapore acqueo che può evaporare dal nostro corpo dipende da quanto ne è già presente nell’ambiente», chiarisce Cerri. «Se l’aria ne è satura, il sudore non può evaporare e il calore del corpo non riesce a disperdersi in modo efficace».
















