“Qui si sta andando oltre la soglia della legalità. I bracconieri stanno ringraziando la maggioranza di centrodestra. E noi, come forza politica, ma anche come cittadini, non possiamo accettare che accada”. Sergio Costa è generale di Corpo d’armata dei carabinieri. Per 30 anni si è occupato di reati legati all’ambiente, ha fatto la lotta alle ecomafie, ai Casalesi, al traffico illecito di rifiuti. E si è occupato di tutela degli animali e di bracconaggio. Nei tre anni da ministro dell’Ambiente, prima, e da deputato del M5s, poi, ha portato la propria esperienza per continuare sulla stessa strada: dal decreto Clima alla legge Salvamare, dall’insegnamento dell’ecologia nelle scuole alle battaglie a favore della fauna selvatica.
Onorevole, il disegno di legge Malan sta per essere approvato. Eppure la stragrande maggioranza degli italiani e delle italiane è contraria, mondo scientifico compreso.
Il ddl afferma un principio ridicolo, aberrante. Afferma che il prelievo venatorio è l’elemento di riferimento per la tutela della biodiversità, e i cacciatori sono le figure operative di questo principio. Tutto ciò fa rabbrividire, la tutela non si esercita uccidendo.
L’articolo 9 della Costituzione viene ribaltato?














