I due gonfaloni, quello della Regione Marche e quello del Comune. Perché l’addio a Rodolfo Giampaoli, ieri mattina in Duomo, è stato solenne. Giampaoli aveva 86 anni e la sua salute negli ultimi mesi era peggiorata. Laureato in giurisprudenza (ha poi svolto la professione), Giampaoli ha rappresentato uno degli uomini forti della Dc prima locale e provinciale e poi anche regionale, perché ha guidato palazzo Raffaello ad Ancona per tre anni, dal 1990 al 1993. Dal 1980 al 1990 era stato presidente del consiglio regionale. Carriera politica terminata perché incappato in un’inchiesta di ‘mani pulite’ anche se poi è stato assolto da tutte le accuse. Come ha poi detto la figlia Isabella: "Il tutto è finito in una bolla di sapone".

Vigili urbani in alta uniforme in chiesa. In prima fila, dalla parte opposta alla famiglia, due ex presidenti regionali come Gian Mario Spacca arrivato da Fabriano, e Luca Ceriscioli. Accanto a loro l’assessore alla Cultura Daniele Vimini e, con la fascia tricolore, il sindaco Andrea Biancani. Quindi l’assessore e vicepresidente del consiglio regionale e assessore all’Agricoltura Enrico Rossi, alcuni consiglieri regionali ed anche locali. Un colpo d’occhio, quello che dava la Cattedrale, piena solo per metà, dove si notava che erano presenti, a quest’ultimo saluto a Rodolfo Giampaoli, più esponenti del Pd che vecchi democristiani cresciuti sotto l’era dominata da Arnaldo Forlani. Tra i presenti anche Renato Claudio Minardi, del Pd, arrivato da Fano.