In vari comuni appenninici si sta valutando l’applicazione dell’imposta di soggiorno nelle strutture ricettive. Maurizio Cadegiani, capogruppo di Minoranza consiliare di Montecreto ‘Fiducia in Comune’, ed ex-sindaco, motiva il suo ‘no’ a questa imposta. "Attribuire a questa tassa lo status di ‘sacrosanta’ da applicare ‘senza se e senza ma’, fa ben intendere come poco sia tenuto in considerazione il settore turistico nelle nostre zone, nonostante negli ultimi anni sia in continuo affanno. Ma perché il no! a questa tassa? Primo - dice Cadegiani – aumentare il costo finale della camera o dei servizi di pernottamento, soprattutto per soggiorni brevi, può spingere i turisti a scegliere mete alternative che non applicano sovrapprezzi. Secondo: gli albergatori e i gestori di locazioni brevi agiscono come sostituti e quindi debbono riscuotere l’importo, gestirlo contabilmente ed effettuare i versamenti periodici al Comune, subendo un aggravio di lavoro amministrativo, distogliendoli dalla loro attività. Terzo: La tassa grava pesantemente anche sui cittadini italiani che viaggiano nel proprio Paese, aumentando comunque il costo della vacanza. Quarto: Spesso per il gestore è complesso riscuotere l’imposta, specialmente in strutture con self check-in o in caso di controversie. Quinto: difficoltà applicativa, al contrario di residence e alberghi, per quanto riguarda gli affitti di appartamenti o seconde case, creando disparità di trattamento tra gli operatori. Queste sono solo alcune motivazioni; difendere un ulteriore balzello in comuni che hanno un prevalente traino economico di stampo turistico ricettivo, quando questo settore è in continua ed ulteriore difficoltà, mi sembra anacronistico e in antitesi con le problematiche quotidiane dei gestori di attività di questo genere. Al contrario, vista il costante calo ricettivo più o meno in atto su tutto il territorio dell’Appennino, con chiusure di attività commerciali che ormai esercitano il loro servizio anche grazie all’afflusso turistico e alle attività prettamente ricettive, questo settore avrebbe bisogno di detassazioni e non di ulteriori aggravi di tipo fiscale".