“Sto vivendo un incubo e per questo vi scrivo: per un confronto, un consiglio. Non avrei mai pensato di trovarmi a dover discutere con mia figlia di medicina estetica; lei ha solo 16 anni e mi sembra di non riconoscerla più”. Ci scrive Viviana, madre preoccupata; lavora come fisioterapista, ha 45 anni e vive a Roma. Ha detto “no” a una richiesta della figlia e da lì si è innescato il conflitto.
"Sofia è sempre stata una ragazza sensibile, molto attenta al suo aspetto – ci dice – ma negli ultimi mesi questa attenzione è diventata un’ossessione. Si guarda continuamente allo specchio, si confronta con le influencer sui social, parla spesso di difetti che io sinceramente non vedo. Per la promozione mi ha chiesto come regalo un intervento al naso oppure un filler alle labbra”.
Se vuoi mandare la tua storia, scrivi a teentalk@repubblica.it la redazione la valuterà per la pubblicazione
L’immagine di sé restituita dai social
Abbiamo chiesto a Viviana di raccontarci come sia sua figlia e come l’idea del filler sia nata, nei suoi pensieri. “Sofia passa parecchio tempo su TikTok e Instagram e io ho sempre cercato di non demonizzare del tutto questi strumenti, anche se ho sempre avuto dei dubbi. Negli ultimi mesi però ho notato un cambiamento evidente nel suo modo di guardarsi e di parlare di sé. Si confronta continuamente con ragazze che vede online, tutte perfette, con labbra rifatte, nasi sottili, pelle impeccabile. Mi dice spesso che lei non si piace, che non si sente abbastanza bella e che questo le crea problemi anche a scuola e con i suoi coetanei. All’inizio ho pensato fosse una fase adolescenziale, una delle tante insicurezze che si vivono a quell’età. Ho cercato di rassicurarla, di farle capire che il suo valore non dipende dall’aspetto fisico. Ma più cercavo di tranquillizzarla, più lei sembrava irrigidirsi nelle sue convinzioni. La richiesta del regalo per la promozione è arrivata quasi come una cosa naturale per lei: un intervento al naso o un filler alle labbra. Quando me lo ha detto, sono rimasta senza parole. Le ho spiegato che a 16 anni non è una scelta che si può prendere così, che il suo corpo è ancora in trasformazione e in crescita e che prima di pensare a queste cose forse sarebbe stato importante parlarne con qualcuno. Lei però ha reagito male, come se le stessi negando qualcosa di fondamentale”.






