HomeComoCronacaLa Svizzera trasmette a Roma i dati dei redditi percepiti nel 2025: i vecchi frontalieri in allarmeI lavoratori assunti prima del 17 luglio 2023 sono soggetti esclusivamente alla tassazione oltreconfine senza l’obbligo di versare l’Irpef in Italia. Il sindacato: un’anomalia del sistema informaticoLa dogana di Chiasso e Giuseppe Augurusa nel riquadroRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciVarese, 23 giugno 2026 – Una doccia gelata, nonostante la stagione, quella capitata in questi giorni a migliaia di frontalieri che hanno visto comparire, in maniera del tutto inattesa, i propri dati salariali all’interno dei modelli per le dichiarazioni dei redditi precompilate 2026, predisposte dall’Agenzia delle Entrate italiana.

La Svizzera ha infatti trasmesso a Roma le informazioni dettagliate relative ai redditi percepiti nel 2025. Il travaso di dati, tuttavia, non ha riguardato esclusivamente i cosiddetti “nuovi frontalieri“ — ovvero coloro che sono stati assunti dopo la firma del nuovo trattato fiscale e che sono quindi soggetti alla tassazione concorrente tra i due Stati —, ma ha incluso anche i lavoratori assunti prima del 17 luglio 2023.

Per quest’ultima categoria, definita dei “vecchi frontalieri”, resta invece pienamente in vigore il regime transitorio che prevede la tassazione esclusiva in Svizzera, senza alcun obbligo di versamento dell’Irpef in Italia. La presenza di queste cifre nei moduli fiscali italiani ha generato il timore diffuso di un imminente assoggettamento alle tasse italiane, spingendo una massa di lavoratori a prendere d’assalto i patronati e a rivolgersi ai sindacati per avere tutele e chiarimenti.