Immaginate una flotta di imbarcazioni che pattuglia il Mediterraneo nel cuore della notte, senza un solo marinaio a bordo. Immaginate uno scafo che ispeziona un gasdotto sottomarino mentre nessuno si immerge, che riconosce una rete da pesca illegale e la segnala in tempo reale, che individua un barchino in difficoltà al largo della Sicilia e decide da solo come raggiungerlo. Non è la sceneggiatura di un film di fantascienza. È quello che una start up italiana, nata in Puglia poco più di un anno fa, sta già costruendo davvero.
Si chiama Mirai Robotics, e a "Tech Talks", il vodcast di Quotidiano Nazionale dedicato alla tecnologia, ne abbiamo parlato con uno dei suoi fondatori, Luca Mascaro. Una conversazione che parte da una barca e arriva, quasi senza accorgersene, fino alle domande più scomode che il nostro tempo ci pone sull'intelligenza artificiale.
Un'idea nata per gioco, poi diventata seria
Mirai è stata fondata da Mascaro insieme ad altri due imprenditori seriali, Davide Dattoli e Luciano Belviso: uno arriva dal mondo dell'aeronautica, l'altro dalla tecnologia di prodotto. Nessuno dei tre, professionalmente, aveva mai avuto a che fare con il mare. Allora perché proprio il mare? "Io la faccio facile: vado a vela da tanti anni, ho una barca a La Spezia, ci passo quattro mesi all'anno", racconta Mascaro. Tutto è cominciato quasi per scherzo, con una battuta: e se facessimo una barca elettrica? Da lì una discussione lunga, l'ingresso di Luciano nel gruppo, e una verità che chiunque sia salito su uno scafo conosce bene. Tutti pensano che andare per mare sia facile come guidare un'automobile. Non lo è. In mare non sei mai del tutto al comando: balli con l'ambiente, sei in balia di forze che non controlli.







