Cenere e travi bruciate. Appena sette giorni fa. Oggi, una settimana dopo, bar ricostruito e drink che che riescono dal bancone. In tempi record il bar del Vivosa Resort, a Torre San Giovanni (Ugento), raso al suolo da un gravissimo incendio, è di nuovo lì. Operativo. Si chiama Scirocco beach Bar 1.5 e, come riportato in una sezione del sito del resort, la struttura è stata ripristinata ed è di nuovo funzionante. Se per la macchia mediterranea, sarà necessario attendere i tempi della natura, per il bar, invece, le tempistiche sono state accorciate grazie all’impegno dei titolari. Che hanno preferito lavorare in silenzio senza alimentare polemiche o critiche. Un esempio di imprenditoria balneare virtuosa in un territorio spesso criticato per una presunta scarsa solerzia degli addetti del settore nel sapere accogliere i turisti.
La rinascita del bar, simbolo della resilienza, è diventata virale alimentando il dibattito sull’opportunità o meno di fare imprenditoria in riva al mare anche nel sud della Puglia. L’eco è arrivata anche in Emilia Romagna. A fare da cassa di risonanza è stato un post di Giuliano Lanzetti, un imprenditore di Rimini, capitale indiscussa per decenni dell’imprenditoria turistica, che ha voluto abbattere lo stereotipo del divario tra nord e sud in termini di accoglienza. “Non è il territorio che determina il risultato ma la formazione quotidiana di ogni imprenditore” è in sintesi il contenuto del post dell’imprenditore, rilanciato a circa 900 chilometri più a sud. “Eh ma voi in Romagna è diverso i Romagnoli sanno fare accoglienza, altrove non c’è questa mentalità. Falso - scrive l’imprenditore - non è una questione geografica”. La differenza sarebbe rappresentata da altro.
















