L’incendio è stato ormai domato dopo ore di battaglia contro fiamme e vento. Mezzi aerei e per terra hanno avuto la meglio sul fronte del fuoco alimentato dalle raffiche di tramontana. Un lavoro esemplare che ha consentito di contenere i danni all’ambiente. Comunque ingenti. “Ci vorranno anni perché l’ecosistema torni a essere quello di prima” racconta gente del posto. Complessivamente le fiamme hanno distrutto 60 ettari di macchia mediterranea nel cuore del Parco regionale di Ugento, un polmone verde del Salento. In spiaggia, ieri, è stata una domenica come tante, tra i bambini che giocavano e i tanti turisti in spiaggia che hanno occupato ombrelloni e sdraio con la voglia di godersi una giornata baciata da un sole caldo mitigato da una leggera brezza marina. Se non fosse per quell’aria ancora pregna dei residui di fuliggine, lo scenario sarebbe stato quello di sempre.
Dove, soltanto 24 ore prima, si sono vissute scene di panico. Un migliaio gli ospiti evacuati dal resort di lusso Vivosa (dove c’era anche il calciatore Mario Balotelli) e dal camping Riva di Ugento: i turisti dopo alcune ore hanno potuto fare rientro nelle strutture. Tutti sono rimasti e nessuno ha disdetto la prenotazione. Come confermano dalla struttura “è stata apprezzata in pieno la gestione dell’emergenza avvenuta nel pieno rispetto dei protocolli e con la massima assistenza possibile”. La direzione del Vivosa si era anche offerta di rimborsare integralmente il soggiorno e di accompagnare in aeroporto chi avesse deciso di partire ma tutti gli ospiti hanno scelto di rimanere.










