ROVIGO - Ha dovuto abbandonare il villaggio turistico in fiamme sulla sedia a rotelle, spinta dalla sorella lungo un percorso già minacciato dal fuoco. Poi ore di attesa senza acqua né cibo, informazioni frammentarie e, alla fine, una notte trascorsa in cinque persone in una sola stanza con un unico letto. È il racconto di un turista polesano, coinvolto nell'incendio che sabato scorso ha colpito un resort di Bayahibe, in Repubblica Dominicana.

La vicenda La vicenda è stata resa nota dal Codacons, al quale diversi turisti italiani presenti nella struttura si sono rivolti per ottenere assistenza legale e valutare eventuali richieste di risarcimento. Tra loro anche la famiglia polesana. L'uomo, a causa di un infortunio, si trovava in vacanza costretto a muoversi con una sedia a rotelle. Proprio la presenza della disabilità avrebbe reso ancora più difficili i momenti concitati seguiti allo scoppio dell'incendio.La ricostruzione A ricostruire quanto accaduto è stata la sorella, anche lei polesana e in vacanza nel resort. Nel suo racconto inviato al Codacons spiega che, mentre le fiamme si stavano estendendo, nessuno avrebbe avvertito gli ospiti del pericolo imminente. Sarebbero stati gli stessi turisti a invitare le persone ad allontanarsi verso la spiaggia e la zona della Placita. In quei momenti, racconta, avrebbe dovuto spingere personalmente la carrozzina del fratello sotto il ristorante La Roca, mentre anche quella zona veniva raggiunta dal fuoco. In seguito, l'uomo sarebbe stato costretto a proseguire con stampelle e tutore, mentre i familiari trascinavano la sedia a rotelle sulla sabbia. Per ore, secondo quanto riferito, nessuno avrebbe fornito indicazioni precise su dove recarsi e sulle procedure da seguire. La famiglia sarebbe stata indirizzata verso la zona piscina del Palace, dove avrebbe trascorso gran parte della giornata senza acqua, senza cibo e senza notizie certe. Le difficoltà sarebbero proseguite anche più tardi. L'ascensore fuori servizio avrebbe infatti reso complicato raggiungere la reception con la carrozzina e la famiglia si sarebbe trasferita nel parcheggio della struttura. Solo verso le 20.30 sarebbe stato possibile rientrare nelle camere per recuperare gli effetti personali, ma senza mascherine o altri dispositivi di protezione, nonostante il forte odore di bruciato e il fumo. A tarda sera, con due bambine ormai addormentate sui divanetti della piscina e senza avere ancora cenato, sarebbe arrivata la comunicazione di un trasferimento a Samaná, a circa quattro ore di distanza, nonostante il volo di rientro fosse previsto il giorno seguente da La Romana. Dopo ulteriori proteste, alla famiglia sarebbero state promesse due camere in un altro resort, ma alla fine ne sarebbe stata assegnata una sola, costringendo cinque persone a condividere un unico letto. Alla luce delle segnalazioni ricevute, il Codacons ha annunciato l'intenzione di assistere i turisti coinvolti per valutare eventuali azioni risarcitorie.