Petrolio iraniano di nuovo autorizzato, almeno per 60 giorni. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha infatti annunciato una licenza generale temporanea che autorizza “la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano”. Per capire la portata dell’annuncio va ricordato che le sanzioni petrolifere sono state uno degli strumenti principali della pressione economica esercitata da Washington sull’Iran. Rafforzate più volte nel corso degli anni e irrigidite dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare del 2015, le restrizioni hanno progressivamente isolato il settore energetico iraniano dal sistema finanziario internazionale, rendendo estremamente difficile la vendita del greggio e l’incasso dei relativi pagamenti.

Javier Blas, editorialista energetico di Bloomberg tra i più seguiti del settore, ha osservato che la licenza “annulla di fatto oltre quarant’anni di sanzioni petrolifere americane contro l’Iran” e potrebbe anche consentire ai raffinatori statunitensi di importare petrolio iraniano e pagarlo in dollari, una possibilità che fino a oggi era esclusa dalle restrizioni americane.

La differenza rispetto alle deroghe concesse in passato è rilevante. Negli anni Washington ha talvolta autorizzato limitate eccezioni o chiuso un occhio su alcune esportazioni verso Paesi terzi, in particolare verso la Cina. Una licenza generale, invece, è un’autorizzazione preventiva valida per un’intera categoria di operazioni e riduce drasticamente i rischi legali per armatori, assicuratori, intermediari finanziari e acquirenti.