Ha rianimato il Labour, lo ha riportato al governo, poi nel giro di 24 mesi è stato travolto dall'impopolarità, alimentata dagli scandali e dalla crisi economica e sociale. Nel suo addio parla da padre e marito, ormai fuori dalla politica. I laburisti compatti si gettano anima e corpo tra le braccia dell'uomo di Manchester, da oggi tornato parlamentare a Westminster e già in pectore nuovo salvatore della patria
Nel luglio di due anni fa un enorme manifesto su un muro di Bethnal Green, nell’est di Londra, sintetizzava così gli ultimi governi guidati dai conservatori: “Abbiamo nuotato nella merda, quattordici anni di sofferenza”. Scrivendoci sopra con un pennarello, qualcun altro però avvertiva: “E Keir Starmer sta offrendo la stessa solfa!”. I dubbi sul leader laburista esistevano fin da allora, quando si apprestava a trionfare alle elezioni generali con numeri storici.










