a
Domani è previsto lo sfratto dell'anziano residente da anni in un appartamento di Piazza d'Aracoeli, nel cuore della Capitale. Nessuna polemica nei confronti della Chiesa, ma la richiesta che si possa ancora trovare una soluzione nel segno della solidarietà e dell'attenzione verso i più fragili.
C'è una storia che in queste ore sta toccando la sensibilità di molti cittadini e che richiama tutti al valore dell'ascolto e della solidarietà. Protagonista è Giuseppe, 73 anni, che vive da molti anni in un appartamento situato in Piazza d'Aracoeli, nel centro storico della Capitale, a pochi passi dal Campidoglio. Proprio domani, per lui, potrebbe arrivare il momento più difficile: l'esecuzione dello sfratto dall'abitazione di proprietà ecclesiastica riconducibile al Vicariato di Roma.
Una vicenda delicata, seguita dall'Unione Inquilini e portata all'attenzione dell'opinione pubblica da diversi organi di informazione, che riguarda una persona anziana e che per questo merita una particolare attenzione umana.
Nessuno mette in discussione i diritti della proprietà né le procedure previste dalla legge. Proprio per questo, tuttavia, appare auspicabile che possa ancora prevalere la strada del dialogo e della ricerca di una soluzione condivisa, capace di coniugare il rispetto delle regole con la tutela della dignità di una persona di 73 anni.











