L'analisi della parassitologa: "La stagione estiva 2026 si preannuncia intensa e luglio sarà decisivo per capire come evolve. Desta attenzione l'alto numero di casi importati di Dengue".
Chi in queste settimane ha avuto modo di trascorrere serate all'aperto, per esempio nei parchi soprattutto del Nord Italia, ha potuto sperimentarlo 'sulla propria pelle': le zanzare sono già in azione e hanno cominciato a farsi sentire in anticipo rispetto alle attese. E, più che il caldo rovente di questi giorni, a favorirle è stato l'inverno mite di quest'anno. A fare il punto su cosa ci aspetta nell'estate 2026 è Sara Epis, professore associato di parassitologia all'università degli Studi di Milano e nel direttivo della Società italiana di parassitologia. "Quando è estremamente caldo e molto secco, l'andamento delle zanzare è abbastanza eterogeneo e dipende molto dalle aree - spiega l'esperta all'Adnkronos Salute - Ed è vero che adesso è molto caldo, ma abbiamo avuto nelle ultime settimane condizioni di umidità e piogge, un'alternanza di pioggia e caldo. Quindi quest'anno, da quello che possiamo vedere ad oggi, potrebbe essere un anno favorevole alle zanzare. Principalmente perché abbiamo avuto un inverno che è stato relativamente mite, non ha fatto un gran freddo, e questo in molte zone d'Italia ha aiutato la sopravvivenza delle uova della zanzara tigre, per esempio. Poi abbiamo avuto una primavera precoce e con temperature elevate, che hanno anche anticipato la schiusa delle uova e di conseguenza l'attività delle zanzare tigre. Tant'è che abbiamo cominciato a vederle già in primavera, in mesi come marzo o aprile, quindi molto molto presto" rispetto alla norma. Adesso, poi, "questo alternarsi di caldo e di piogge fa sì che possano esserci numerosi focolai larvali, sia urbani che periurbani".










