| 22 Giugno 2026 12:28 |

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(Adnkronos) – “Questa estate si preannuncia particolarmente calda e le alte temperature favoriscono la proliferazione delle zanzare, che trascorrono la fase larvale in acqua. II caldo accelera il ciclo vitale degli insetti, le zanzare potranno completare il loro sviluppo in circa due settimane anziché tre. Questo significa più generazioni che si sovrappongono nel corso della stagione e, di conseguenza, una maggiore presenza di zanzare in circolazione con il rischio di infezioni trasmesse dagli insetti, come Dengue e West Nile, con numeri di casi in linea con quelli osservati nell’estate 2025”. Così all’Adnkronos Salute Diego Fontaneto, ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), presso l’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) di Verbania.

Alla domanda se c’è davvero motivo di preoccuparsi? “Sì e no”, risponde il ricercatore. “Sì, perché il problema esiste e va tenuto sotto controllo. No, perché sappiamo che il sistema di sorveglianza funziona e che l’Istituto Zooprofilattico svolge ogni giorno un monitoraggio capillare e puntuale. L’attività di controllo – assicura Fontaneto – è continua: ogni notte gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico analizzano campioni di zanzare per individuare eventuali agenti patogeni di cui possono essere vettori. Alcune malattie colpiscono cavalli e animali da compagnia, altre possono interessare l’uomo. Si tratta quindi di un monitoraggio che coinvolge anche l’ambito veterinario”. Tuttavia, osserva Fontaneto, la “sorveglianza sugli animali è più semplice rispetto a quella sulla popolazione umana. Monitorare i cavalli è relativamente facile; monitorare le persone è molto più complesso”.