È estate ed è tempo di zanzare, anche se finora hanno tardato a comparire. Secondo gli esperti, però, è solo questione di pochi giorni perché dopo le piogge e i temporali che hanno fornito una tregua alla prima ondata di calore, è ormai tempo della seconda di una lunga stagione segnata da temperature record. Proprio il caldo favorisce la proliferazione delle zanzare, principale veicolo di trasmissione di virus anche molto insidiosi, come Dengue, West Nile o – nel caso delle zecche – TBE. Malattie che un tempo rappresentavano una minaccia solo nelle aree endemiche, ma che in seguito alla maggior circolazione delle persone ormai compaiono anche in Italia.

Così, se in Sri Lanka è emergenza Dengue, con poco meno di 1.100 casi in poche ore e oltre 47 mila contagi da inizio anno (con 28 morti accertati), anche sul territorio italiano si segnalano alcuni episodi. Un giovane residente a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, è risultato positivo al virus al rientro da un viaggio in un Paese subtropicale. Presenta sintomi lievi e non ha avuto bisogno del ricovero in ospedale, ma le autorità sanitarie hanno avviato la bonifica porta a porta nelle aree private, dopo aver trattato quelle pubbliche. È invece in ospedale al San Martino di Genova un 41enne, anch’egli positivo alla Dengue, dopo un viaggio alle Maldive. “I casi di Dengue importati sono in aumento anche in Italia, proprio a causa dei viaggi internazionali e della diffusione della zanzara tigre sul territorio nazionale. Fondamentale la prevenzione, soprattutto per chi viaggia in Paesi tropicali, importante l’uso di repellenti, abiti protettivi e attenzione ai sintomi al rientro. Pur non essendo una malattia endemica nel nostro Paese, può rappresentare un problema sanitario se non si interviene tempestivamente sul controllo dei vettori”, ha sottolineato l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del San Martino.Anche in Italia si sono registrati i primi casi estivi di Dengue: non c’è un vero e proprio allarme, come in altri Paesi endemici, ma occorre prestare attenzione. In che modo?