Dopo Washington, anche Pechino decide di inserire alcune società rivali nella blacklist: a tutte loro, saranno vietate le esportazioni di materiali a duplice uso. La misura restrittiva arriva in un momento in cui tra le due sponde dell’Atlantico sembrava esserci una maggiore sintonia sull’intelligenza artificiale. Forse c’è davvero, ma ancora fatica a palesarsi

Botta e risposta tra Stati Uniti e Cina. Dopo la decisione del Dipartimento della Difesa americana di allargare le restrizioni anche ad aziende del calibro di Alibaba, Baidu, BYD, a causa del loro presunto rapporto con l’esercito cinese, è la volta di Pechino. Il governo centrale ha infatti annunciato un nuovo divieto di esportazione dei beni a duplice uso nei confronti di 10 società statunitensi. Parliamo di Aveox, Red Cat Holdings, Teal Drones, Imsar, Jaia Robotics, Ball Aerospace & Technologies, Oshkosh, L3Harris Maritime Service, Usa Rare Earth. Una presa di posizione che serve a tutelare la sicurezza nazionale, spiegano da Pechino, ma anche a rispondere alla “illegittima espansione” della blacklist di Washington. Inoltre, il governo comunista ha ordinato alle sue istituzioni di non acquistare prodotti realizzati da altre 46 aziende americane.