Il solo reddito dei territori non basta a definire le fragilità che invece hanno un carattere multidimensionale formato da un intreccio di fattori economici, demografici, occupazionali e sociali. Per analizzarle in maniera analitica, Intesa Sanpaolo lancia il “Monitor per la geografia delle fragilità e delle disuguaglianze”, un nuovo progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale, la struttura dell’istituto bancario guidato da Carlo Messina dedicata ai programmi di contrasto delle disuguaglianze e a favore dell’inclusione sociale, l’Aiccon Research Center, il centro di ricerca di Intesa Sanpaolo Srm - Studi e ricerche per il Mezzogiorno e il Research department di Intesa Sanpaolo.
Con l’analisi in modo sistemico delle dinamiche territoriali italiane a livello provinciale, attraverso una base informativa articolata in circa 150 indicatori che vanno dal lavoro al reddito, dalla salute all’istruzione, dall’inclusione sociale alla qualità dei servizi e alle componenti ambientali e produttive, questo studio analizza le caratteristiche che determinano lo sviluppo e la coesione di una zona o al contrario, quello che lo rallenta. “Il monitor conferma quanto le disuguaglianze siano fenomeni complessi e non lineari, capaci di manifestarsi in modo diverso da territorio a territorio”, spiega Paolo Bonassi, chief social impact officer Intesa Sanpaolo, “in questa prospettiva, Intesa Sanpaolo, con la sua capacità di coniugare la dimensione economica e sociale, vuole svolgere un ruolo abilitante nella costruzione di risposte mirate ai bisogni reali delle comunità e delle persone”.











