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Redazione Salute
L'eritropoietina (EPO) è un ormone naturale che regola il trasporto di ossigeno nel sangue attraverso la produzione di globuli rossi. Fondamentale nella cura di alcune anemie, è diventata una delle sostanze simbolo del doping per la sua capacità di migliorare le prestazioni negli sport di resistenza. Se assunta senza necessità cliniche, può però favorire trombosi, ictus e infarto
La notizia della nuova positività all’EPO (eritropoietina) contestata ad Alex Schwazer ha riportato sotto i riflettori una sostanza che occupa da decenni una posizione particolare nella medicina e nello sport. Secondo quanto comunicato dall’Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA), il marciatore altoatesino sarebbe risultato positivo all’eritropoietina dopo i controlli effettuati in occasione dei campionati tedeschi di maratona del 27 aprile 2026. Tracce della sostanza sarebbero state rilevate sia nelle urine sia nel sangue. Per Schwazer, già coinvolto in precedenti vicende antidoping, si tratta di un’accusa che riporta l’attenzione su una delle molecole più discusse nella storia dello sport moderno.
Un ormone naturaleMa che cos’è esattamente l’EPO? Perché viene utilizzata in medicina? E quali sono i rischi quando viene assunta da persone sane per aumentare artificialmente le prestazioni atletiche? L’EPO, abbreviazione di eritropoietina, è un ormone prodotto principalmente dai reni e, in misura minore, dal fegato. La sua funzione è essenziale per la sopravvivenza: regola la produzione dei globuli rossi nel midollo osseo. Quando l’organismo rileva una diminuzione dell’ossigeno disponibile nei tessuti, aumenta la secrezione di eritropoietina. Il segnale raggiunge il midollo osseo, che viene stimolato a produrre nuovi eritrociti, le cellule deputate al trasporto dell’ossigeno dai polmoni a tutti gli organi del corpo. Secondo quanto riporta l’Istituto Superiore di Sanità, questo meccanismo rappresenta uno dei principali sistemi di adattamento dell’organismo alle condizioni di carenza di ossigeno. È grazie all’EPO che il corpo riesce, entro certi limiti, a compensare situazioni come l’anemia o altre condizioni che riducono l’ossigenazione dei tessuti.










