L'ormone può aumentare la resistenza fisica migliorando l'apporto di ossigeno ai muscoli ma il suo utilizzo illecito è associato a gravi rischi per la salute. Ecco perché è vietata dall'antidoping
Il nome di Alex Schwazer è tornato ancora una volta sulle pagine sportive dopo la notizia della sua nuova positività all’eritropoietina (EPO), la sostanza che oltre un decennio fa segnò una svolta drammatica nella carriera dell’ex campione olimpico di marcia. Una molecola invisibile, prodotta naturalmente dal nostro organismo, ma capace di cambiare radicalmente le prestazioni fisiche quando viene assunta dall’esterno. Secondo quanto emerso dai controlli antidoping, la sostanza sarebbe stata rilevata sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue. La vicenda riporta al centro una domanda che va oltre il singolo caso sportivo: che cos’è l’eritropoietina e perché il suo utilizzo è considerato una delle forme di doping più note e controverse?
L’accelerazione nella produzione di globuli rossi
L’eritropoietina è un ormone, cioè una sostanza prodotta dall’organismo per inviare segnali ad altri organi e tessuti. È costituita da una proteina alla quale sono legate alcune molecole di zucchero, una caratteristica che ne aumenta la stabilità e ne facilita il trasporto nel sangue. Viene prodotta soprattutto dai reni, che funzionano come una sorta di centralina di controllo dell’ossigeno: quando percepiscono che ai tessuti ne arriva meno del necessario, aumentano rapidamente il rilascio di eritropoietina. Il segnale raggiunge il midollo osseo, dove vengono prodotti i globuli rossi, e ne accelera la formazione.










