Poco meno di due mesi fa, una prestazione monstre (con tanto di record italiano della maratona di marcia) che, a 41 anni suonati, aveva addirittura rilanciato le sue speranze di una convocazione azzurra per gli Europei di Birmingham di agosto, che alla fine non è arrivata. Oggi, lunedì 22 giugno, una doccia fredda, l’ennesima di una carriera dalla traiettoria molto difficile da interpretare: per la terza volta nella sua storia di atleta, Alex Schwazer è risultato positivo a un controllo antidoping.

A ufficializzarlo è stata la Nada, l’Agenzia nazionale antidoping della Germania, che ha reso noto di aver avviato un procedimento contro il marciatore bolzanino, sospeso in via cautelare, risultato positivo all’Epo nei controlli effettuati proprio dopo la gara di Francoforte dello scorso 27 aprile, valida per i campionati nazionali tedeschi open di marcia su strada e conclusa con il tempo di 3 ore, 1 minuto e 55 secondi, che ha migliorato il primato azzurro – che apperteneva ad Andrea Agrusti – di ben due minuti. Secondo quanto dichiara l’agenzia, sono state rilevate tracce di Eritropoietina (come nel 2012 prima del Giochi di Londra) «sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue» di Schwazer.