Il marciatore italiano Alex Schwazer è stato sospeso in via cautelare dall’agenzia nazionale antidoping tedesca dopo che un test antidoping ha rilevato tracce di eritropoietina, spesso abbreviata in EPO, una sostanza dopante e vietata, sia nelle sue urine che nel sangue. È la terza volta che il marciatore, vincitore della 50 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Pechino del 2008, non supera un test antidoping. Il prelievo era stato fatto in occasione della maratona di marcia, che si era svolta a Kelsterbach in Germania il 26 aprile e che era stata vinta da Schwazer in 3 ore, 1 minuto e 55 secondi. Alle ore 16 Alex Schwazer terrà una conferenza stampa a Bolzano per fornire la sua versione sulla vicenda.
Schwazer, che oggi ha 41 anni, venne sospeso una prima volta nel 2012, poco prima delle Olimpiadi di Londra a cui quindi non potè partecipare, perché aveva assunto dell’EPO. Ritornò a gareggiare nel 2015, scegliendo come allenatore Sandro Donati, un tecnico molto noto per un’intransigente lotta contro il doping nello sport. Tuttavia nel luglio del 2016, poco prima delle Olimpiadi di Rio De Janeiro, Schwazer venne sospeso in via cautelare dopo essere risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping. Ad agosto il suo ricorso fu respinto e lui fu squalificato per otto anni, cosa che non gli permise di partecipare nemmeno alle Olimpiadi di Tokyo del 2021.












