Resta alta la tensione nel mondo accademico cosentino, dove la componente dei giovani ricercatori torna a manifestare il proprio malessere per condizioni contrattuali e assistenziali giudicate insostenibili. A sollevare nuovamente il caso è l’Usb di Cosenza, che riaccende i riflettori sullo stato di precarietà strutturale in cui si trovano a operare dottorandi e dottorande. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, a distanza di settimane dall’ultimo tavolo di confronto formale avuto con i vertici dell’ateneo calabrese in merito alle criticità del personale universitario, non è stato registrato alcun passo in avanti concreto o risolutivo per superare lo stallo.
Il nodo dei fondi per l’estero e i costi della vita
Il fulcro della vertenza si concentra in particolare sulle spettanze economiche maturate e non ancora liquidate per le attività internazionali, un ritardo che mette a rischio la sostenibilità stessa delle esperienze di alta formazione. Al centro delle contestazioni vi sono innanzitutto i ritardi nell’erogazione delle maggiorazioni economiche spettanti a coloro che hanno svolto o stanno svolgendo periodi di ricerca all’estero. Una questione che, secondo l’Usb, avrebbe ormai raggiunto livelli non più tollerabili.







