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3 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:41
Mentre alla Camera è in votazione la conversione del decreto Pnrr e Scuola in cui è stato infilato l’emendamento Occhiuto-Cattaneo, il mondo accademico scende in piazza contro quel provvedimento, che reintroduce due nuove figure contrattuali nel settore universitario: l’Incarico post-doc e quello di ricerca. Una proposta per consentire di assumere dottorandi e ricercatori tramite le borse europee come la Marie Skłodowska-Curie Actions (Msca), secondo i senatori, sostenuti dai vertici accademici. Di segno opposto le ragioni di chi protesta, secondo cui il testo precarizza la ricerca e contraddice la stessa azione del governo, calpestando i progressi fatti con la cancellazione dell’assegno di ricerca eliminato a febbraio.
“Quello che stiamo dicendo da mesi è che il governo con un colpo di mano bypassa una delle riforme che stanno all’interno del quadro del Pnrr – dice Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc Cgil) -. Si cancella un intervento giustissimo, che ripristinava un minimo di diritti per chi si trova in estrema precarietà, cioè l’abolizione degli assegnisti di ricerca, e contemporaneamente si precarizza ancora di più la figura dei ricercatori”.







