Sono 88 le vite spezzate in sella a una bicicletta nei primi cinque mesi del 2026. Un bilancio drammatico, certificato dall’Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA, che parla di una vera e propria emergenza nazionale: quasi un ciclista morto ogni due giorni. Un dato che non risparmia la Sicilia, dove si registra una vittima dall'inizio dell'anno, ma che impone una riflessione profonda sulla sicurezza e sulla convivenza tra chi pedala e il traffico motorizzato.
A farsi portavoce del malessere del mondo del ciclismo è Corrado Protasi, Presidente della Commissione Promozione al Ciclismo del Comitato Regionale F.C.I. Sicilia. Protasi non vuole alimentare polemiche, ma lancia un monito che parte dal contesto locale per abbracciare una battaglia di civiltà: "Servono tempo, educazione e impegno costante. Istituzioni, scuole, associazioni e cittadini devono lavorare insieme per costruire città più sicure, più vivibili e finalmente a misura di persona".
Il focus di Protasi si sposta poi sulla sicurezza quotidiana nelle nostre strade, puntando il dito contro la precarietà di alcuni percorsi molto frequentati della provincia. L'appello del presidente regionale è diretto: è necessario garantire una convivenza civile e sicura tra i diversi utenti della strada, che si tratti di pedoni, runner o ciclisti. "Non cerco polemiche, ma rispetto e attenzione per chi utilizza la strada", sottolinea Protasi, ricordando come la mobilità ciclistica non sia solo una questione sportiva o ambientale, ma uno strumento fondamentale per la sicurezza collettiva.












