Non è più una stagione nera: è un bollettino di guerra. Al 26 ottobre 2025, l’Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA conta 192 morti tra chi pedala per sport, per lavoro o per semplice piacere. Tre ulteriori decessi registrati lunedì 27 ottobre portano il totale provvisorio a 195. Un numero che supera di 10 unità i 185 ciclisti deceduti in tutto il 2024 secondo i dati ufficiali ISTAT. E l’anno non è ancora finito.

Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto: la “triade della morte”

La geografia del lutto è impietosa. Lombardia in testa con 43 vittime, seguita da Emilia-Romagna (32) e Veneto (26). Tre regioni che da sole raccolgono il 52% dei decessi nazionali. Un triangolo industriale e turistico dove le strade sono trafficate, le piste ciclabili spesso inadeguate e la velocità media dei veicoli resta tra le più alte d’Europa.

Over 65: quasi la metà delle vittime

Tra i 192 casi censiti fino al 26 ottobre, 91 riguardano ciclisti con più di 65 anni: il 47,4% del totale. Uomini in stragrande maggioranza: 174 contro 18 donne. Un dato che racconta di una generazione che ha riscoperto la bicicletta in pensione, ma che paga il prezzo di infrastrutture pensate per i motori, non per le due ruote.