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Ultimo aggiornamento: 9:25
Quanto è pericoloso spostarsi in bici? Dove si registrano più incidenti? Risposte basate sui dati arrivano dal primo Atlante italiano dei morti e dei feriti gravi in bicicletta, realizzato dal Competence centre on anti-fragile territories (Craft) del Politecnico di Milano. Il gruppo di ricerca, guidato da Paolo Bozzuto, docente del dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico, con Fabio Manfredini, Emilio Guastamacchia e Shidsa Zarei, restituisce una mappatura dell’incidentalità ciclistica in Italia. Partendo dai dati Istat sugli incidenti stradali sono state realizzate cinque dashboard interattive e gratuite che riportano dinamiche, numeri, giorni e orari degli incidenti in bici dal 2014 al 2023, su scala comunale, provinciale e regionale. Da qui emerge un fenomeno complesso: il 68,42 per cento degli incidenti in bici è causato dall’impatto con auto, in particolare da scontri frontali-laterali. La regione con più incidenti è la Lombardia, con 41.502 casi, seguita da Emilia-Romagna (30.447) e Veneto (23.139). Ma i numeri si invertono per quanto riguarda la mortalità e il Sud passa in vetta. In media, quasi la metà delle vittime – 43,36% – sono uomini di oltre 65 anni. Le strade più pericolose sono quelle rettilinee a doppio senso, seguite da incroci e rotonde. Giorno nero per i ciclisti è il sabato mattina, con il picco di incidenti registrato tra le 11 e le 12 (oltre 2.400), seguito dal tardo pomeriggio del martedì e del mercoledì (alle 18 si registrano in media 2.265 incidenti). La prima città italiana per tasso di incidenti è Milano, con 10.372 casi (un quarto degli incidenti lombardi) seguita da Roma (3.457) e Padova (3.132) ma quella in cui si muore di più, anche in base al numero di abitanti, è Enna, nel cuore della Sicilia.








