di
Andrea Pistore
L'ex campione: «La politica ci deve ascoltare. Io evito cento incidenti al giorno, il cambio culturale deve partire dalle scuole elementari»
«La strage dei ciclisti sulle strade mi ricorda i morti durante il Covid. La politica deve affrontare il tema come un’emergenza nazionale». Mario Cipollini percorre ogni giorno con la sua bici centinaia di chilometri. Lo fa da 60 anni, prima nel mondo del professionismo quando è diventato lo sprinter più forte del pianeta, poi da amatore in quella che è rimasta la sua grande passione. Re Leone, che conosce le strade e ne vive i rischi sulla sua pelle a ogni uscita, come tutto l’ambiente delle due ruote è rimasto sconvolto dalla morte di Adele Cobelli, la 14enne investita sabato a Lavis (Trento) menrte si allenava.
Cipollini, perché l’Italia piange ogni settimana nuove vittime dopo i 222 morti del 2025?«La verità è che niente è migliorato e l’incremento degli incidenti è esponenziale. Nel nostro Paese abbiamo tante belle cose ma alcuni atteggiamenti è ora di cambiarli. Siamo al punto di non ritorno».











