Genova - Defence for Children e i Tutori riuniti della Liguria lanciano una petizione pubblica contro le ronde razziste ai danni di minori stranieri. La petizione si chiama “Genova città dell'accoglienza” ed è aperta a tutte e tutti: enti, istituzioni, associazioni, cittadini, attivisti. Nel documento si chiede alle istituzioni di “condannare pubblicamente e senza ambiguità le ronde razziste e ogni forma di violenza, intimidazione o sorveglianza nei confronti dei minori stranieri non accompagnati”, ma anche di “riaffermare con forza che ogni minorenne presente sul territorio è titolare di diritti e che la sua tutela è responsabilità delle istituzioni e dell’intera comunità”. Leggi anche – San Fruttuoso, dopo le ronde la petizione. “Il centro per i profughi ora va spostato” Leggi anche – Ronde violente, i primi sospettati a Genova. Aumentano in città i minori stranieri L’iniziativa è stata presa dopo l’episodio del raid in via Pianderlino avvenuto qualche giorno fa in cui è stato aggredito a bastonate un giovane nordafricano di 17 anni, poi finito in ospedale. La squadra mobile, al termine di accertamenti, potrebbe trasmettere alla Procura già nelle prossime ore una prima informativa con i nomi dei possibili autori. Al fine di tutelare questi giovani, la richiesta aggiuntiva è quella di “realizzare finalmente progetti strutturati di accoglienza e inclusione, capaci di valorizzare la presenza di questi ragazzi e ragazze: progetti di vita, alloggi dignitosi, scuola e formazione, apprendimento della lingua, avviamento al lavoro, sport, cultura e socialità”. Necessario, si evidenzia nella petizione, “sostenere e rafforzare la rete dei tutori volontari, dei mentori, degli operatori, delle famiglie e delle associazioni che ogni giorno garantiscono protezione e accompagnamento”. Il lavoro che bisogna portare avanti è quello di promozione “nelle scuole e nei quartieri di occasioni di conoscenza reciproca e percorsi di educazione contro il razzismo e la xenofobia, prevenendo l’odio con l’incontro”. Infine si chiede di “garantire la sicurezza di tutte e di tutti attraverso le forze dell’ordine e lo Stato di diritto, senza delegarla a gruppi privati che fomentano la discriminazione”. La necessità di lanciare la petizione deriva dal fatto che nelle ultime settimane si sono manifestate “ronde” e iniziative di sorveglianza “dal carattere apertamente razzista, che prendono di mira proprio questi minori, alimentando paura, sospetto e odio”, sottolinea Defence for children. “Questo razzismo è estraneo alla storia e alla cultura di Genova e non rappresenta – evidenzia l'organizzazione - lo spirito della grande maggioranza dei suoi abitanti”. Defence for children ricorda che a Genova “vivono minorenni stranieri non accompagnati: ragazze e ragazzi arrivati soli, spesso dopo viaggi durissimi, in cerca di protezione, di scuola e di un futuro” e che “prima ancora che stranieri, essi sono persone di minore età titolari di diritti, riconosciuti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalla legge italiana (L. 47/2017, “legge Zampa”)”. La loro presenza, evidenziano i promotori della petizione non è quindi un’emergenza da subire, “ma una risorsa per la comunità: energie nuove, lavoro, culture, futuro per una città che invecchia e ha bisogno delle sue giovani generazioni”, quindi accoglierli, istruirli, curarli, tutelarli e accompagnarli verso l’autonomia “è un dovere delle istituzioni e un investimento per l’intera collettività”. L'organizzazione chiama la città alla responsabilità e alla resistenza civile. “Non lasciamo soli questi ragazzi e queste ragazze; non lasciamo che la paura prenda il posto della solidarietà – sottolinea Defence for children - Difendere i minorenni stranieri non accompagnati significa difendere il volto migliore della nostra città. Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni, enti, organizzazioni, parrocchie, sindacati, scuole e realtà del terzo settore a sottoscrivere questa petizione e a farla propria”.