Narrativa e pettegolezzo si mischiano facendo precipitare ancora più giù la credibilità, offuscata, del riconoscimento letterario più notodi Annalisa Terranovalunedì 22 giugno 20263' di letturaBisogna ammettere che le contorsioni delle brillanti menti progressiste stanno animando uno spettacolo degno di nota negli ultimi giorni. Divertente, ma anche con un sottofondo di tristezza. Noi ignoranti, che non leggiamo, non studiamo, non riflettiamo sulle sorti democratiche dell’umanità, stiamo là coi pop corn a vedere come finirà.Prima c’è stato il caso del famigerato patentino antifascista per partecipare alla fiera libraria «Più libri più liberi». È censura? Certo che è censura. Anche da sinistra si sono levate voci autorevoli per condannare questa ideona volta a selezionare le case editrici comode e epurare quelle scomode e i difensori del libro “correttamente orientato” se la sono presa a male. Loro, i migliori, non sbagliano mai, si saranno detti, com’è possibile che si levino critiche? Ora, se la censura ci sembra cosa buona e giusta una volta, è fatale che ci si ricaschi. E qualcosa di simile è piombato sul Premio Strega. Sorvoliamo sullo squallore della scrittrice in gara che origlia e fa la spia danneggiando il favorito, il quale si lascia andare a considerazioni sull’aureolata Michela Murgia di cui intuiamo il contenuto ma senza sapere bene fino dove Mari abbia spinto il suo azzardo, violando il pantheon delle figurine consacrate e intoccabili.Premio Strega, Mari resta in gara dopo la polemica sulle offese a Michela MurgiaMichele Mari resta in gara. A sciogliere ogni dubbio la Fondazione Bellonci. "Sulla stampa abbiamo letto che la Fon...IL DITINO ALZATO