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Davanti a un Salone delle Bandiere gremito, Cateno De Luca ha scelto di defilarsi, di non sedersi in prima fila e di guardare le cose da un'altra prospettiva. E lo ha detto subito a chiare lettere, prima di ogni altra cosa.Una metafora, neanche troppo velata, per lanciare subito un segnale ben preciso.Tra importanti conferme e sostanziosi passaggi di consegne che ridisegnano le competenze dei singoli assessori della nuova Giunta del Comune di Messina la rimodulazione è stata "blindata" politicamente dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che ha preso la parola per tracciare la linea futura e spegnere sul nascere i potenziali scontenti: «Essere squadra non è una declinazione di circostanza e lo dimostra il "miracolo" del cambiamento di questa città. Tu, Federico, sei il nostro orgoglio perché sei stato confermato per la seconda volta, perché sei bravo e la città lo ha capito».

A margine della presentazione, l'intervento di Cateno De Luca ha definito il perimetro politico dell'operazione, richiamando tutti all'ordine e al senso di appartenenza: «Quando si raggiungono obiettivi, essere squadra ti porta a non sbagliare, a non innamorarsi di se stessi e del proprio ruolo. Ogni fase richiede una squadra e una revisione: abbiamo vinto il primo tempo, ma c'è il secondo tempo, che da Messina guarda alla Sicilia, e noi non possiamo affrontarlo stanchi. Dobbiamo cercare di proiettare la squadra in avanti. Non ci si affida alle strategie di Cateno De Luca solo quando conviene, ma anche quando evidentemente bisogna fare qualche passo indietro.Se Messina giocherà questo secondo tempo e riuscirà a vincerlo - ha detto De Luca - sarà un trionfo per la città, per la provincia e per tutti coloro che hanno consentito questo percorso facendo parte del nostro movimento, anche non essendo in prima linea» ha detto De Luca che ha poi voluto mandare un messaggio chiaro alla coalizione per spegnere le tensioni interne: «In questa fase nessuno si senta premiato o bocciato, perché approcciarsi così vuol dire perdere di vista l'essenza del nostro percorso. Chi misura questa fase in base ad oggi lo fa con elementi statici, mentre noi siamo in cammino. Noi abbiamo storia, competenze, esperienze per andare avanti. E poi abbiamo Cateno De Luca».