Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro e leader del partito laburista. A due anni dalla sua incoronazione, finisce quindi anzitempo l’esperienza a Downing Street, da dove oggi (22 giugno) ha tenuto la conferenza stampa. L'uscita di scena di Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham."La domanda che il mio partito si pone ora è se io sia la persona più adatta a guidarci alle prossime elezioni generali. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e la accetto con serenità - ha detto -. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito Laburista. Ho parlato con Sua Maestà il Re stamattina per informarlo della mia decisione”.Prima di annunciare il passo indietro, Starmer - visibilmente commosso - ha dichiarato di aver ereditato un partito “in bancarotta politica, finanziaria e morale”. Ha sostenuto che gli è stato ripetuto “più e più volte” che il partito era “finito”, affermato di aver “dimostrato che si sbagliavano” e di aver cambiato il partito "sradicando il veleno dell'antisemitismo, ripristinando la fiducia nell'economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale". Con le dimissioni di Starmer si apre la strada a una nuova crisi di governo, l’ennesima degli ultimi anni di cronica instabilità degli esecutivi britannici. Che sembrano ormai aver perso quel tratto distintivo - la stabilità, appunto - della democrazia del Regno Unito. Per comprendere meglio il senso della crisi del modello Westminister, basti pensare che, in dieci anni dalla Brexit, Starmer è stato il sesto premier; andando indietro nel tempo, prima di quel giugno 2016, per vedere lo stesso numero di primi ministri nel Regno Unito bisogna arrivare al 1970. Quarant'anni contro dieci.
Starmer si dimette da primo ministro del Regno Unito e da leader del Labour: strada spianata per Andy Burnham?
Starmer diventa così il sesto capo di governo a cadere in dieci anni di Brexit










