I numeri del programma Gol sembrano molto positivi. Per definirlo un successo serve però un esame qualitativo indipendente dei risultati, superando la riluttanza tutta italiana a sottoporre le politiche attive del lavoro a valutazioni scientifiche rigorose.

Una verifica da fare

Nel calcio moderno, l’introduzione del Var ha cambiato le regole del gioco: ogni volta che si segna un gol in situazioni dubbie o contestate, l’arbitro va a verificare la validità dell’azione per scovare falli o fuorigioco che potrebbero invalidarlo. Fuor di metafora, un’operazione di verifica identica servirebbe oggi per il programma Gol-Garanzia occupabilità lavoratori, il più ambizioso piano di riqualificazione e ricollocazione professionale nella storia recente del mercato del lavoro italiano.

Se guardiamo i target quantitativi concordati con la Commissione europea, il programma sembrerebbe un successo straordinario. I dati di monitoraggio forniti dallo stesso ministero del Lavoro, aggiornati al 31 marzo 2026, parlano chiaro.

Figura 1