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Valentina Rorato

Un'analisi pubblicata sulla rivista Brain Health introduce il concetto di «criticoma», una parola nuova con cui gli scienziati indicano la registrazione completa di tutte le esperienze (sensoriali, motorie, sociali, culturali, ambientali) che plasmano il cervello durante infanzia e adolescenza

Gli schermi digitali fanno ormai parte della nostra quotidianità e i bambini e gli adolescenti di oggi sono la prima generazione a passare, fin dalla nascita, ore davanti ai device. Ma quale sarà l’impatto sui loro cervelli? Una analisi sintesi, pubblicata sulla rivista Brain Health, introduce il concetto di «criticoma». Si tratta di una parola nuova con cui gli scienziati indicano la registrazione totale e completa di tutte le esperienze – sensoriali, motorie, sociali, culturali e ambientali – che il cervello umano integra durante i cosiddetti «periodi critici» di plasticità neuronale: una finestra temporale lunghissima e delicata, che si apre prima della nascita e si chiude solo intorno ai 25 anni di età.

Il principio biologico è tanto affascinante quanto severo: ciò che entra nel cervello in questa fase di sviluppo diventa la struttura portante della nostra mente. Ciò che resta fuori, o viene integrato in modo distorto, non può essere facilmente aggiunto in seguito, rendendo fondamentale un supporto precoce allo sviluppo.