Sono 284 le opere realizzate in formato 10x12 in 18 aree per rifugiati tra le più grandi al mondo

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Ti mando una cartolina, da un campo rifugiati. E allora non può essere "una cartolina", sarà la mia immagine della vita qui, lontano da casa. Questo l'aspetto che più colpisce delle 284 opere, in formato 10 x 12 cm, esposte nel Padiglione d'Arte della Fondazione Rovati: fino al 19 luglio tutte quelle piccole immagini colorate raccolte nel chiosco nel Giardino del palazzo in corso Venezia 52 (ingresso gratuito ore 10-19), restituiscono un frammento di vita di ogni rifugiato che l'ha creata e allo stesso tempo la tessera di un mosaico grande come la storia dell'umanità, fatta di immigrazioni, fughe necessarie, ripari. È "Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo", il progetto espositivo di Fondazione Imago Mundi, realizzato con il patrocinio dell'UNHCR. L'esposizione nasce dalla raccolta curata da Claudio Scorretti, Irina Ungureanu e Aman Mojadidi, che ha coinvolto artisti che vivono o hanno vissuto in campi per rifugiati. Prendendo a prestito il termine out of place / fuori posto con il quale lo scrittore palestinese Edward Said definiva i rifugiati - includendo sé stesso - il progetto nasce dalla volontà di offrire uno spazio libero di espressione artistica e narrativa agli artisti che vivono nella realtà dei campi per rifugiati.Basato su una ricerca realizzata tra il 2022 e il 2024 all'interno di diciotto tra i più grandi attualmente esistenti, oltre ad aree attraversate da migrazioni come l'Ucraina, il progetto presenta le testimonianze - opere e storie - di 264 artisti: attraverso le loro opere/cartolina si cerca di sensibilizzare sui 117 milioni di persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, violenze. Circa 8.7 milioni di persone vivono all'interno di campi rifugiati. Nel campo di Kakuma, in Kenya, ha vissuto anni, fin da adolescente, Aminah Rwimo, regista pluripremiata rifugiata proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo: si è formata nel campo. Ora è relatrice Tedx e co-fondatrice di Exile Key Films, società di produzione con sede a Kakuma e Aminah utilizza il cinema per raccontare storie di rifugiati, ha scelto di continuare a lavorare lì.