HomeMagazineLe tre croci del migrante. Un’opera dedicata all’accoglienza e al PapaL’impegno sociale è, da sempre, la cifra distintiva del percorso creativo di Carlo Ciucchi, in arte “Picchio”. L’artista toscano di...L’impegno sociale è, da sempre, la cifra distintiva del percorso creativo di Carlo Ciucchi, in arte “Picchio”. L’artista toscano di...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’impegno sociale è, da sempre, la cifra distintiva del percorso creativo di Carlo Ciucchi, in arte “Picchio”. L’artista toscano di Dicomano (Fi), paese in cui ancora oggi vive e lavora, formatosi nell’ambiente annigoniano dopo aver frequentato la scuola Statale d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, con le sue opere indaga infatti, le grandi sfide del nostro tempo.

Nel 2024 ha partecipato alla 60° Biennale d’arte di Venezia con “Umanità e migrante”, ha poi preso parte alle marce per la Pace Firenze-Vaticano e Perugia-Assisi e ha esposto istallazioni dedicate al disarmo, alla pace, alla fraternità e alla speranza. Ora Ciucchi affronta nuovamente il tema dei migranti, nell’isola che ne è il simbolo, Lampedusa.

In occasione della recente visita di Leone XIV, ha presentato “Le tre croci del migrante. Sant’Agostino, la buca e il Bambino – Omaggio a Papa Leone XIV”, un’installazione che parla di accoglienza. L’opera, alta due metri e larga quattro, realizzata in polistirolo rivestito con resina bianca, riproduce tre grandi croci che si trasformano in barche nelle quali si trovano uomini, donne e bambini. Accanto, si concretizza anche la scena di Sant’Agostino che incontra sulla spiaggia un ’bambino’ intento a raccogliere il mare con una conchiglia, a simboleggiare il mistero di Dio.