Immaginate di poter vedere, guardando attraverso una piccola finestra di solo 10×12 cm, un mondo lontano, probabilmente a voi sconosciuto, come quello di un campo profughi in un luogo remoto. Il tutto attraverso le lenti creative dell’arte e dell’immaginazione. È Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo, la mostra alla Fondazione Luigi Rovati di Milano, accessibile da domani. Attraverso 284 mini opere di 264 artisti rifugiati, ci si trova rapiti da altrettante storie di vite che non sono la nostra.

Out of Place, curata dalla Fondazione Imago Mundi con il sostegno dell’UNHCR, nel corso degli ultimi tre anni ha selezionato gli artisti e raccolto questi piccoli quadri provenienti da diciotto tra i più grandi campi rifugiati attualmente esistenti, oltre che da altre aree segnate dai flussi migratori. Duecentottantaquattro racconti personali che parlano di vita, esilio, crisi migratoria globale. Ma anche di speranza, testimoni di come l’espressione artistica rimanga una risorsa vitale per l’identità umana anche in condizioni di estrema precarietà e sradicamento.

Questa mostra, completamente gratuita e aperta a tutti, combacia con la celebrazione per il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra, e vuole promuovere una visione più inclusiva e dignitosa per i milioni di individui costretti ad abbandonare la propria patria.