TREVISO - Il caldo ha trasformato gli ultimi piani del park Dal Negro in un inferno. Non solo per le temperature. Lì continuano a dormire decine di migranti senza dimora. A terra, oltre ai giacigli, si sono accumulati rifiuti di ogni tipo: sacchetti, bottiglie, resti di cibo. E le persone inevitabilmente devono anche fare i loro bisogni. Con gli oltre 35 gradi di ieri, la situazione è diventata insostenibile. Tanto che il quinto e il sesto piano sono stati chiusi. La decisione di piazzare delle transenne per impedire l'accesso delle auto è stata presa dalla società di gestione. Come se ci fossero dei lavori in corso. Ma in realtà non è previsto alcun intervento. Al momento non è prevista nemmeno l'installazione delle porte automatiche per impedire l'accesso delle persone senza dimora. L'intervento vale 100mila euro. Era atteso entro giugno. Ma a quanto pare è destinato a slittare a luglio.
Dal Negro, senzatetto si picchiano per una ragazza: interviene la polizia SITUAZIONE AL LIMITE «L'odore è diventato insopportabile. È impossibile passare in quei piani senza avere dei conati di vomito - spiegano gli automobilisti - era impensabile continuare a far parcheggiare le macchine in una situazione simile. Ormai è una bomba sul piano igienico». Per non parlare della sensazione di insicurezza. Non a caso ieri si è alzata la protesta di chi abita nella zona. «Ci sentiamo abbandonati», dicono i residenti. Filippo D'Angelo da un mese a questa parte ha inviato una serie di segnalazioni all'Usl della Marca, oltre che al Comune. Così come altri residenti. Si teme che le condizioni ambientali possano anche arrivare a mettere a repentaglio la salute delle persone. Ad oggi, però, non sono state viste risposte. Non è semplice. A volte le aree vengono ripulite. Ma nel giro di pochi giorni tornano a essere come prima.Racket dei migranti, moglie e marito nepalesi dormono al Park Dal Negro: «Abbiamo pagato 8mila euro a un agente indiano per venire qui» L'OPPOSIZIONE L'opposizione attacca sulla gestione del problema. «Stiamo assistendo alla resa della politica - dice Franco Rosi, consigliere comunale di Treviso Civica - cioè all'incapacità del sistema di fare in modo che le persone che hanno bisogno possano avere un alloggio e che chi deve parcheggiare possa usare il park». «Il Comune ha le proprie competenze. Così come la prefettura. E così via - aggiunge - ma è la politica ad avere la più grande responsabilità nel non riuscire a lavorare su più livelli». Stefano Pelloni, capogruppo del Pd, non usa giri di parole: «I residenti hanno ragione - scandisce - gli hanno fatto credere che bastasse la zona rossa. Invece non è così. Ciò che serve è la presenza di iniziative comunali, opere pubbliche e interventi di cura, che invece non ci sono».









