Montepulciano (Siena), 22 giugno 2026 – “Sentire una pistola puntata alla pancia e paralizzarsi; queste le prime sensazioni che provai la sera del 14 ottobre di 45 anni fa”. Comincia così il racconto di Cristina Peruzzi, di Montepulciano, oggi sessantunenne, ballerina professionista, vittima, nell’autunno del 1981 di un rapimento dell’anonima sequestri. Il nonno Corrado aveva creato un’industria di prefabbricati, per i malviventi la famiglia era sufficientemente benestante per pagare un riscatto.
Cosa ricorda?
“Fui bendata, caricata in spalla da un uomo e chiusa nel portabagagli di una macchina che attendeva poco lontano”.
Dove la portarono?
“Prima in un un ovile abbandonato a Campagnano di Roma; poi mi trasferirono in una casa disabitata a Sutri, infine mi riportarono a Campagnano”.









