di
Simone Innocenti
L’imprenditrice Fargion: «Ore di terrore. Sono stufa. Io lavoro da una vita e ho sempre aiutato tutti. Non è possibile che ormai non siamo più al sicuro da anni: dov’è lo Stato?»
Dice che aveva preso un sonnifero perché il giorno dopo doveva andare a fare esami medici e invece «poi è successo il pandemonio: sono stata ostaggio per due ore di una banda di rapinatori». Daniela Fargion, imprenditrice della moda, 65 anni, rapinata — nella notte tra martedì e mercoledì scorsi nella sua villa a Impruneta, Comune a due passi da Firenze — da cinque malviventi, ora sa solo una cosa: «Voglio vendere la mia abitazione e anche la mia azienda per andarmene via da qua. Non mi sento più al sicuro: mi hanno puntato la pistola alla testa. Questo è il quarto episodio in poco meno di dieci anni. Io ho paura».
Che cosa è successo esattamente questa volta?«Di tutto. Io ero appena andata a letto e i rapinatori, dopo aver tagliato la rete, hanno usato un piede di porco per spaccare la portafinestra che dà sul salotto. Sono andati dai miei due colf, li hanno legati con dei lacci da elettricista. Hanno fatto lo stesso con la baby-sitter del mio nipotino che ha 2 anni e che era in casa: per fortuna non si è svegliato. Invece hanno svegliato me, a furia di schiaffi e di offese. Era buio, ho cercato il cellulare: lo avevano già preso. Poi i rapinatori hanno riunito in camera mia gli aiutanti domestici».











