“È la quarta volta che vengo rapinata in meno di 10 anni. Ho paura. Voglio vendere la mia villa e anche la mia azienda per andarmene via da qua. Non mi sento più al sicuro: mi hanno puntato la pistola alla testa”. Così Daniela Fargion, 65 anni, imprenditrice della moda, ha raccontato al Corriere Fiorentino la paura dopo la rapina subita nella notte tra martedì 16 e mercoledì 17 giugno nella sua abitazione a Impruneta, poco fuori Firenze. I carabinieri stanno portando avanti le indagini per ricostruire quanto accaduto. All’imprenditrice sarebbero stati portati via oro e gioielli per un valore di circa 600mila euro.
La rapina nella villa di Impruneta
Fargion ha spiegato che era appena andata a letto quando i rapinatori sono entrati nella villa. Dopo aver tagliato la rete, i malviventi “hanno usato un piede di porco per spaccare la portafinestra che dà sul salotto. Sono andati dai miei due colf, li hanno legati con dei lacci da elettricista. Hanno fatto lo stesso con la baby-sitter del mio nipotino che ha 2 anni e che era in casa: per fortuna non si è svegliato. Invece hanno svegliato me, a furia di schiaffi e di offese”. Ad agire sarebbero state diverse persone, entrate in casa a volto coperto e armate. “Erano armati di pistola e spranghe, volto coperto, guanti alle mani, auricolari per comunicare con qualcuno dal quale prendevano ordini. Mi hanno trascinata fuori di camera dopo avermi legato le mani e a furia di botte per cercare gli oggetti di valore: hanno preso l’intera collezione di borse. Mi hanno minacciato: ‘Dicci dov’è la cassaforte o ti spariamo in testa’”, ha raccontato. Dopo aver aperto il forziere, i rapinatori si sarebbero arrabbiati per il contenuto trovato. “Quando ho aperto il forziere, loro si sono arrabbiati: ‘Possibile che qua dentro ci siano solo due accendini in oro e cinque monetine d’oro?’. A quel punto, ha spiegato Fargion, le minacce sarebbero diventate ancora più pesanti. “Mi hanno detto che mi tagliavano un dito alla volta se non dicevo dove era l’altra cassaforte. Poi mi hanno detto che mi avrebbero sparato alle ginocchia, mi avrebbero lasciato zoppa”. Fargion ha raccontato di aver urlato che non c’erano altre casseforti e di aver chiesto di smettere di offenderla e di trattarla “come un animale”. Solo allora, i rapinatori avrebbero iniziato a essere “un poco più gentili”.










