Nel giugno del 1994 il tranquillo quartiere genovese di Albaro viene scosso da un evento drammatico e inaspettato: il rapimento di Ada Vallebona, una giovane commercialista di trentuno anni appartenente a una famiglia dell’élite cittadina, nipote dell’inventore della TAC. Quello che sembrava essere iniziato come un banale flirt estivo si trasforma, in pochi mesi, in uno dei casi di cronaca nera più inquietanti del decennio.

Ada aveva conosciuto Mario Corradini nella cornice spensierata di Rapallo, tra villette sul mare e i successi degli 883 alla radio. Lui, 29 anni, affascinante ma instabile, si innamora perdutamente di lei. Un amore non corrisposto che, alla fine dell’estate, si è esaurito per Ada, ma che per Mario è diventato un’ossessione.

Non accettando la fine della relazione, Corradini comincia a cercare la giovane con insistenza, tormentandola con telefonate e attenzioni indesiderate. Ada, allarmata da quel comportamento sempre più pressante, si allontana sempre più. Ma la storia non finisce lì. Il 2 giugno, tornando a casa in serata, viene assalita da due uomini con il volto coperto da caschi integrali. Cerca di reagire, urla, si divincola, perde persino una scarpa. Ma i suoi aggressori non si fermano: la colpiscono, la feriscono con una coltellata e la caricano con la forza su un’auto.