HomeEsteriBeirut resta un fronte aperto. “Hezbollah è radicato e resiste”Trombetta (Limes): Stato fragile, i miliziani combattono per ideologia e per difendere la propria terraUn uomo con un ritratto del leader ucciso di Hezbollah, Hassan Nasrallah, fa il segno della vittoria sulle macerie della sua casa a Nabatiye, nel sud del LibanoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 22 giugno 2026 – Un movimento che molti esperti internazionali e alcuni Paesi considerano terrorista, ma che è profondamente radicato nella società libanese ed è destinato a rimanervi. Lorenzo Trombetta, analista del Medio Oriente per l’Ansa e Limes e autore del volume Damasco (Paesi Edizioni), spiega perché sia impossibile pensare di sconfiggere il Partito di Dio con le armi.

Trombetta, Israele attacca, ma Hezbollah continua a resistere. Come si spiega?

“Hezbollah resiste perché è un attore profondamente radicato nella società libanese. I suoi combattenti sono libanesi che operano sul proprio territorio e possono contare su una rete sociale e territoriale che garantisce profondità strategica. Inoltre, pur essendosi drasticamente ridotti dopo la caduta del regime siriano nel 2024, alcuni canali di rifornimento dalla Siria continuano a esistere. Ma soprattutto bisogna comprendere che Hezbollah rappresenta una parte della popolazione libanese che considera la resistenza a Israele un elemento identitario e politico”.