HomeEsteriIl conflitto in Libano: “Guerra di logoramento. L’unica via è diplomatica”Wood (International Crisis Group): Teheran non scarica gli alleati di Hezbollah. “Solo un’ampia intesa fra America e ayatollah può assicurare la stabilità del Paese”Raid israeliani che hanno colpito Nabatieh, nel sud del LibanoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 12 giugno 2026 – In Libano è in atto un conflitto di logoramento che può concludersi solo attraverso un accordo. Per esempio se fosse incluso in un’intesa di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, come preteso a più riprese da Teheran. Ne è convinto David Wood, senior analyst dell’International Crisis Group, residente a Beirut. Un conflitto permanente, in fase di stallo anche per le dinamiche interne delle parti in causa.

Il conflitto in Libano sembra essersi trasformato in una guerra di logoramento più che in una campagna militare decisiva. Perché?

“Perché Hezbollah e l’Iran hanno dimostrato una capacità di resistenza superiore a quella che molti si aspettavano. Dopo le pesanti perdite subite dal 2023 in poi, si riteneva che Hezbollah fosse stato fortemente indebolito. Invece il movimento è riuscito a riorganizzarsi, a riarmarsi e a continuare a colpire sia le truppe israeliane presenti nel sud del Libano sia il territorio israeliano con razzi e droni. Israele mantiene una chiara superiorità militare, ma incontra crescenti difficoltà nel trasformarla in una vittoria decisiva. È questo squilibrio tra capacità militare e risultati politici che ha trasformato il conflitto in una guerra di attrito”. David Wood, senior analyst dell’International Crisis Group