I cinefili che in questi giorni accorrono a Bologna da tutto il mondo per partecipare sino al 28 giugno alla quarantesima edizione del festival internazionale «Il cinema ritrovato» hanno avuto ieri la possibilità di vedere su grande schermo la distruzione dell’antica Pompei nella spettacolare versione restaurata di quello che, negli anni Venti del Novecento, s’impose in mezzo mondo come uno tra i kolossal più acclamati dell’epoca. Si tratta di «Gli ultimi giorni di Pompei», diretto nel 1926 da Carmine Gallone e Amleto Palermi con la sfarzosa ricostruzione della storica eruzione del Vesuvio del 79 avanti Cristo e la conseguente devastazione dell’antica perla della costa campana. Nel cast recitano star del cinema muto come l’ungherese Victor Varconi nel ruolo del nobile Glauco, Rina de Liguoro in quello della sua amata Ione, Emilio Ghione (Caleno) e il tedesco Bernhard Götzke (Arbace), mentre la trama è tratta dal romanzo di Edward Bulwer-Lytton del 1834, portato al cinema una decina di volte fin da inizio Novecento. Di grande interesse è proprio il periodo di realizzazione della versione proposta dal festival bolognese ieri mattina, con accompagnamento al piano di Antonio Coppola e introduzione di Maria Wyke dello university College di Londra e Ivo Blom della Vrije universiteit di Amsterdam.