Allievo di Maurizio Cotrufo, formato a Napoli e in Francia, ha eseguito migliaia di interventi e decine di trapianti pediatrici. Aveva chiuso la carriera alla Federico II.
Carlo Vosa, morto a 80 anni
Migliaia di interventi su cuori grandi quanto una noce, decine di trapianti su pazienti che spesso avevano solo pochi mesi di vita. È questa l'eredità che lascia Carlo Vosa, 80 anni, scomparso nella tarda mattinata di domenica 21 giugno nella sua casa a Napoli, nel quartiere Chiaia, tra i nomi che hanno reso Napoli un punto di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica.
Vosa è stato uno dei protagonisti dello sviluppo dei trapianti di cuore in età infantile, una delle frontiere più difficili della chirurgia. La sua storia professionale è intrecciata a doppio filo con quella della città. Si forma all'ospedale Monaldi, dove diventa allievo di Maurizio Cotrufo, uno dei maestri della cardiochirurgia napoletana e dei trapianti cardiaci. Da lì il salto all'estero: perfeziona la specializzazione in cardiochirurgia pediatrica con esperienze in Francia, dove la disciplina aveva già accumulato un vantaggio tecnico, per poi tornare nel capoluogo campano e portare quelle competenze in corsia. Al Monaldi e negli anni successivi opera pazienti affetti da malformazioni e patologie tra le più complesse, quelle che lasciano pochi margini di errore e ancor meno tempo.







