Gli attacchi ad personam di Donald Trump contro Giorgia Meloni non sono un’eccezione, né un incidente isolato. Si inseriscono in uno schema che riflette una linea precisa: la richiesta, sempre più pressante, agli europei di farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza. E lo stanno portando alla rottura con i tanti leader a lui vicini nel Vecchio ContinenteGli attacchi ad personam di Donald Trump contro Giorgia Meloni non sono un’eccezione, né un incidente isolato. Si inseriscono piuttosto in una lunga sequenza di invettive rivolte a quasi tutti i leader dei principali paesi europei, fino ad arrivare al papa. È il tratto distintivo di uno stile politico aggressivo, iper-personalizzato, che riduce il confronto internazionale a una dinamica di forza tra individui più che tra istituzioni. E tuttavia, fermarsi alla polemica rischia di far perdere di vPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Lorenzo CastellanipolitologoLecturer presso la LUISS School of Government e docente di storia delle istituzioni politiche presso la LUISS Guido Carli. I suoi ultimi libri sono L’ingranaggio del potere e Sotto scacco.
Geopolitica, Nato e denaro, dietro le mattane di Trump
Gli attacchi ad personam di Donald Trump contro Giorgia Meloni non sono un’eccezione, né un incidente isolato. Si inseriscono in uno schema che riflette una linea precisa: la richiesta, sempre più pressante, agli europei di farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza. E lo stanno portando alla rottura con i tanti leader a lui vicini nel Vecchio Continente
Trump attacca i leader europei (Meloni compresa) per forzare autonomia difesa e spesa militare. Per i CTO europei la frattura accelera lo shift verso vendor e stack sovrani, riducendo il lock-in americano.











